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OoAlexoO
Non si vede bene che col cuore. L'essenziale è invisibile agli occhi
 
 
6 ottobre 2006
il signore delle mosche




TRAMA:
Questo libro narra le avventure, le disavventure e tutto ciò che accade ad un gruppo di ragazzi inglesi caduti su un'isola deserta, fuggiti allo scoppiare di un ipotetico conflitto planetario. I ragazzi si mettono subito all'opera per organizzarsi ma non essendo sotto il controllo di adulti,trasformano quello che poteva essere definito come un paradiso terrestre(creando quindi una società organizzata e democratica) in un vero inferno(si crea una tribu in cui domina la forza sulla razionalità) dove emergono paure irrazionali e comportamenti selvaggi, solitamente tenuti nascosti dall'animo umano.


LE MIE IMPRESSIONI:
la mia impressione è ke qst libro m ha fatto impressione!!!
Sul serio!!mi ha angosciata e scioccata al tempo stesso...
Golding c vuole esprimere con questa storia il suo pensiero sull'uomo...
ke nn è affatto come quello di rousseau ke diceva ke l'uomo è buono
ma la società lo rende cattivo...
no assolutamente x il signor golding nn è cosi...
x lui l'uomo nasce cattivo...
e anke se sembra buono la sua vera natura prima o poi viene fuori...
son rimasta scioccata forse xkè alla fine nn son d'accordo con il suo pensiero...
forse sarò ingenua ma io nn penso affatto ke l'uomo sia cosi...
noi siamo razionali...
abbiamo1cervello x pensare..
nn siamo fatti solo d'istinti come gli animali!!
certo allora qui 1 puo dire...
e allora tutte le guerre ke c sono?
tutti quelli ke uccidono?
eh...e loro dove li mettiamo?
loro secondo me ce l'hanno1cervello ma nn vogliono usarlo...
oppure son pazzi!!han dei problemi!
io nn so bene cosa passa nel cervello d queste persone...
xò nn voglio credere...
non ce la faccio proprio a credere ke dentro d loro nn c'è1briciolo d umanità!!
xkè se davvero fosse cosi...
stiamo davvero inguaiati!!!
la cosa ke poi piu m sconvolge è ke i protagonisti nn son degli uomini adulti
ma dei bambini d 12 anni circa!
e io ho sempre detto ke dai bambini c'è solo da imparare...
quindi scusate...
ma nn ce la faccio a dargli ragione!!
IO HO FIDUCIA NELL'ESSERE UMANO!!!














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13 settembre 2006
incipit...




Sono in una clinica. Seduto su una sedia scomoda in una sala d'aspetto che guarda sul cortiletto interno. Tutto è tranquillo. Silenzioso e pulito.
Francesca è a pochi metri da me in un'altra stanza. Sta per partorire nostra figlia. Alice. Sono emozionato. Sono preoccupato. Penso a loro e penso a me. Francesca è la donna che amo. È un arcipelago. Un insieme di meravigliose isole che io, navigando nelle loro acque, visito in tutte le loro delicate forme. Di lei conosco ogni piccola sfumatura, ogni minusco dettaglio. Conosco i suoi silenzi, la sua gioia. I suoi mille profumi, l'ombra dei suoi baci, la carezza del suo sguardo. Amo la rotondità della sua callifrafia. La luminosità delle sue spalle nude e il suo collo a cui ho sussurrato i miei più intimi segreti. Sono incantato dalla capacità che hanno le sue mani di creare attimi di enternità dentro di me. Adoro i territori dove mi conduce quando mi abbraccia. Territori che conosco pure non essendoci mai stato. E nonostante tutta questa conoscenza riesco ancora ad emozionarmi e a regalarmi istanti di stupore. Lo so: sono sdolcinato, stucchevole, patetico, ma non posso farci niente. Credo sia la conseguenza naturale di quando si incontra finalmente il piede che calza alla perfezione la scarpetta che tengo in mano da anni.




[un posto nel mondo - fabio volo]





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6 settembre 2006
incipit del libro ke sto leggendo...




Tutto è provvisorio: l’amore, l’arte, il pianeta Terra, voi io. La morte è talmente ineluttabile che coglie tutti di sorpresa. Come sapere se questo giorno è l’ultimo? Crediamo sempre di avere tempo. E poi, di colpo, puf, non ci siamo più, fine del tempo regolamentare. La morte è l’unico appuntamento non segnato sul vostro organizer.




[frederic beigbeder
lire 26.900]




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2 maggio 2006
margherita dolcevita-stefano benni





Sono andata a letto e le stelle non c’erano più. Ho pulito per bene il vetro della finestra, ma niente da fare. Erano sparite. Era sparita Sirio e Venere e Carmilla e Altazor. E anche Mab e Marylin e Zelda e Aldemartin e la costellazione del Tacchino e la croce di Lennon. Non ditemi che alcune di queste stelle non esistono. Sono i nomi che gli ho dato io. Infatti rivendico il diritto di ognuno, specialmente delle fanciulle fantasiose come me, a chiamare le cose non soltanto con il nome del vocabolario, ma anche quello del vocabolaltro, cioè con un nome inventato e scelto. In fondo tutti lo fanno. Infatti i miei genitori mi hanno chiamato Margherita ma io amo essere chiamata Maga o Maghetta. I miei compagni di scuola, ironizzando sul fatto che non sono proprio snella, a volte mi chiamano Megarita, mio nonno che è un po’ arteriosclerotico mi chiama Margheritina ma a volte anche Mariella, Marisella oppure Venusta che era sua sorella. Ma soprattutto quando sono allegra mi chiama Margherita Dolcevita. Il vigile davanti al quale sfrecciavo in bicicletta mi chiamava Vaipianomargh. Le maestre mi chiamano Silenziolaggiù. Il mio primo amore, praticamente anche l’ultimo, mi chiamava Marmottina. A quei tempi portavamo tutti e due l’apparecchio per i denti e ci davamo dei baci metallici che sembravano i duelli dell’Iliade. Eppure li rimpiango. Anche a quattordici anni e nove mesi si può rimpiangere. E’ presto, dite? E se muori a quindici? Stavo parlando delle stelle. La cosa strana è che il cielo era limpido, poco fa, quando ho accompagnato fuori Pisolo, il mio cane, nella sua tourneè di sessanta minipisce. Quindi non potevano essere le nuvole a nasconderle. Infatti ho aperto la finestra e ho visto che proprio dove un’ora prima c’erano il prato e gli alberi, avevano piantato un cartellone enorme, tipo schermo di cinema, quaran-cinquanta metri, e sopra c’era scritto
Lavori in corso.
Era quello schermo immenso a coprire le stelle. Cosa sta succedendo, mi sono chiesta?

***

ho comprato oggi qst libro e lo sto leggendo...
ma il personaggio di margherita gia l'adoro...
penso infatti ke v posterò piu pezzi tratti da qst libro...
di solito i libri li leggo prima tutti e poi li consiglio...
ma qst m va d consigliarlo gia da ora...
lo consiglio a tutti...
ma in particolare
(visti i gusti simili...o cmq essendo simili a me)
a:
la mia gemella
marianna^_^
nerokiaro
kiki ^_^
meg
kiara^_^




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14 aprile 2006
non buttiamoci giu - nick hornby

La notte di Capodanno, in cima a un palazzo di Londra, si incontrano per caso quattro sconosciuti. Non hanno nulla in comune, tranne l'intenzione di buttarsi giù, ognuno per i suoi buoni motivi. Martin è - o meglio, era - un famoso conduttore televisivo, che si è giocato carriera, famiglia e reputazione andando a letto con una quindicenne. Farla finita, per lui, è una scelta logica e razionale. I suoi metodici preparativi vengono interrotti dall'arrivo di Maureen, una donna che ha dedicato la sua vita a un figlio gravemente disabile, e che ha deciso di farla finita. La terza a salire sul tetto è Jess, un'adolescente sboccata e straordinariamente molesta. Vuole buttarsi perché il ragazzo di cui è invaghita non vuole più saperne di lei. L'ultimo è l'americano JJ, un musicista fallito che vive per il rock e la sua ragazza. Ma la sua band si è sciolta, e lei lo ha piantato.
Dopo una discussione accesa e stralunata i quattro aspiranti suicidi finiscono per scendere dal tetto, ma per le scale, e imprevedibilmente tutti insieme, uniti da un'intima complicità impensabile fino a qualche ora prima. Poiché nello scenario incerto che ora si apre loro, il compito non facile di ricominciare a vivere dovrà essere affrontato, inevitabilmente, all'interno di un'improvvisata ed eterogenea comunità...
L'autore di "Come diventare buoni" ci consegna una vicenda paradossale eppure straordinariamente credibile, divertente anche quando commuove. Un libro che trabocca di partecipe, struggente vitalità e che riesce a far brillare nelle situazioni e nei personaggi quella magia del vero tanto presente nella marrativa di Nick Hornby.
***



come altri libri ke ho gia letto d qst scrittore
anke questo m è piaciuto molto...
i personaggi son tutti diversissimi tra loro...
ma in 1certo senso s compensano..
lo s puo leggere anke in qst pezzetto ke v posto...
ki parla è jess...
il mio personaggio preferito!^^
***

JESS
Tanto tempo fa, quando avevo otto o nove anni, ho visto quel
programma alla tivu` sulla storia dei Beatles. A Jen piacevano i
Beatles, ed era stata lei a farmelo guardare, ma non me la sono
presa. (Probabilmente pero` a lei ho detto che me la prendevo.
Probabilmente ho piantato un casino e l’ho fatta incazzare.)
Comunque, quando arrivava anche Ringo provavi quella specie
di brividino, perche´ zac, era fatta, erano loro quattro pronti per
il decollo, per diventare il gruppo musicale piu` famoso della
storia. Ecco, e` cosi` che mi sono sentita quando si e` presentato
sul tetto JJ con le sue pizze. So cosa penserete: Ah, si`, lo dice
solamente perche´ suona una figata, ma non e` vero. Lo sapevo,
sul serio. C’entra, e` vero, che aveva l’aria da rocchettaro con i
capelli e il giubbotto di pelle e tutto, ma la mia sensazione non
ci strusciava niente con la musica: voglio solo dire che l’abbiamo
capito che avevamo bisogno di JJ, cosi` quando e` arrivato e`
sembrata una cosa forte. Pero` , non era Ringo. Ricordava di piu`
Paul. Maureen, lei, era Ringo... a parte che non faceva ridere.
Io ero George, a parte che non sono ne´ timida ne´ mistica.
Martin era John, a parte che non era ne´ geniale ne´ figo. Ripensandoci,
forse somigliavamo di piu` a un altro quartetto.
Comunque, pareva proprio che potesse succedere qualcosa,
qualcosa di interessante, quindi non riuscivo a capire perche´ ce
ne stavamo semplicemente li` a mangiare pizza al trancio. Allora
gli faccio: Forse dovremmo parlare fra di noi, e Martin fa: A
che scopo? Per condividere il dolore?, poi ha fatto una smorfia
come se avevo detto una scemenza, cosi` gli ho dato del cagone
e Maureen ha sbuffato e mi ha chiesto se dicevo quelle parole a
casa mia (la risposta e` si`), e io gli ho dato della barbona, e
Martin mi ha dato della bamboccia stupida e volgare... al che io
gli ho sputato, che e` una cosa che non dovevo fare e tra parentesi
oggi come oggi non la faccio nemmeno per sogno, e lui
ha fatto per strozzarmi e allora JJ si e` messo in mezzo, cioe` a
Martin gli e` andata di lusso perche´ non credo che sarebbe
riuscito a colpirmi, mentre ci scommetto che io l’avrei preso
a pestoni e morsi e graffi. E dopo questo momento di grandi
attivita` ci siam seduti per un po’ a sbuffare e soffiar aria e
odiarci l’un l’altro.
Poi, quando tutti ci stavamo calmando, JJ ha detto qualcosa
che non ricordo bene sul nessun danno che poteva farci condividere
le nostre esperienze, soltanto che l’ha detto con delle
parole ancora piu` da americano di cosi`. E Martin ha risposto:
Si`, ma a chi gli frega delle tue esperienze? Le tue esperienze
sono consegnare le pizze a domicilio. E JJ fa: Bene... allora
invece delle mie esperienze, le vostre. Ma era troppo tardi, e
lo capivo da quello che aveva detto di condividere le esperienze
che era salito li` per le stesse ragioni che ci eravamo saliti noialtri.
Cosi` ho detto: Sei venuto per buttarti, giusto? E lui non ha
risposto, e Martin e Maureen l’hanno guardato. Martin fa: Ti
volevi buttare con le pizze? Perche´ qualcuno le aveva ordinate.
E anche se Martin scherzava, sembrava che a JJ lo aveva ferito
nell’orgoglio professionale, perche´ ha risposto che era li` solo in
ricognizione e sarebbe sceso per la consegna, prima di tornar
su. Io ho detto: Be’, adesso le abbiam mangiate noi. E Martin:
Caspita, a guardarti non sembri il tipo che si butta... e JJ: Se
siete voi, dei tipi che si buttano, allora non posso dire che mi
spiace. Come si puo` capire, c’era nell’aria una, diciamo cosi`,
cattiveria esagerata.
Ci ho riprovato. Su dai, cavolo, chiacchieriamo un po’, ho
detto. Non c’e` bisogno di condividere il dolore. Solo, capito, i
nostri nomi e perche´ siamo venuti qui. Potrebbe essere interessante.
Potremmo imparare qualcosa. Trovare, forse, una via
d’uscita o che so. E devo ammettere che avevo una specie di
piano. Il mio piano era che mi aiutassero a trovare Chas cosi` io
e Chas saremmo tornati insieme, e io sarei stata meglio.
Ma mi hanno fatto aspettare, perche´ volevano che cominciasse
Maureen.




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24 marzo 2006
da "city" di alessandro baricco ^__^

ke io adori baricco questo ormai lo sapete tutti!!
i suoi libri son stupendi...
quello ke m è piaciuto meno è sicuramente city...
ma c'è1parte ke adoro...
m fa morire dal ridere...
e v volevo render partecipi d questo pezzo comico!




***
-Ciao.
-Ciao – disse Shatzy.
-Cosa prendete?
-Due cheeseburger e due succhi d’arancia.
-Patatine?
-No, grazie.
-Se prendete le patate costa uguale.
-Non importa, grazie.
-Cheeseburger, drink e patate, è la combinazione n. 3 -, disse indicando una foto alle sue spalle.
-Bella foto, ma non ci piacciono le patate.
-Potete prendere un doppio cheeseburger, combinazione n. 5, non ci sono le patate e costa uguale.
-Uguale a cosa?
-A un cheeseburger e succo d’arancia.
-Un doppio cheeseburger costa come un cheeseburger singolo?
-Sì, se scegliete la combinazione n. 5.
-Incredibile.
-Combinazione n. 5?
-No. Vogliamo un solo cheeseburger. Uno a testa. Niente doppi cheeseburger.
-Come volete. Ma buttate via dei soldi.
-Non importa, grazie.
-Due cheeseburger e due succhi d’arancia, allora.
-Perfetto.
-Dessert?
-Vuoi la torta, Gould?
-Sì.
-Allora aggiungi una torta, grazie.
-Questa settimana per ogni dessert ordinato ce n’è un altro in regalo.
-Splendido.
-Cosa prendi?
-Niente, grazie.
-Ma devi prenderlo, è in regalo.
-Non mi piacciono i dessert, non li voglio.
-Ma io devo dartelo.
-In che senso?
-È l’offerta della settimana.
-L’ho capito.
-Quindi devo dartelo.
-Come sarebbe a dire devi darmelo, io non lo voglio, non mi piace, non voglio diventare grassa come Tina Turner, non voglio infilarmi mutande XXL, cosa devo fare, aspettare la prossima settimana per mangiare un cheeseburger e basta?
-Puoi sempre non mangiarlo. Prendere il dessert in regalo e non mangiarlo.
-E cosa lo prendo a fare?
-Puoi buttarlo.
-BUTTARLO?, io non butto niente, buttalo tu, ecco, fai così, lo prendi e lo butti, okay?
-Non posso, mi licenzierebbero.
-Cristo…
-Sono molto severi, qui.
-Va bene, okay, lasciamo stare, dammi ‘sta torta.
-Sciroppo?
-Niente sciroppo.
-È gratis.
-LO SO CHE È GRATIS MA NON LO VOGLIO, OKAY?
-Come vuoi.
-Niente sciroppo.
-Panna?
-Panna?
-C’è la panna, se vuoi.
-Io non voglio nemmeno la torta, come diavolo fai a pensare che voglia LA PANNA?
-Non so.
-Lo so io: niente panna.
-Neanche per il ragazzino?
-Neanche per il ragazzino.
-Va bene. Due cheeseburger, due succhi d’arancia, una torta senza niente. Questo è per voi -, aggiunse, allungando verso Shatzy due cose avviluppate in carta trasparente.
-Cosa diavolo è?
-Chewingum, è in regalo, dentro c’è una pallina di zucchero, se la pallina è rossa vinci altri dieci chewingum, se è blu vinci una combinazione n. 6, gratis. Se la pallina è bianca, te la mangi e finisce lì. Comunque il regolamento è stampato sulla carta.
-Scusa un attimo.
-Sì?
-Scusa, eh…
-Sì.
-Mettiamo che per assurdo io prenda questo cavolo di chewingum, no?
-Sì.
-Mettiamo ancora più per assurdo che io me lo stia a masticare per un quarto d’ora e poi ci trovi dentro una pallina blu.
-Sì.
-Allora dovrei portartela, tutta insalivata, e posartela qui, e tu mi daresti una grassa, fritta e caldoccia combinazione n. 6?
-Gratis.
-E secondo te, quando me la mangerei?
-Subito, credo.
-Io voglio un cheeseburger e un succo d’arancia, l’hai capito questo? Non so cosa farmene di tre pezzi di pollo fritto più una patatina media più una pannocchia imburrata più una Coca media. NON SO COSA DIAVOLO FARMENE.
-Di solito li mangiano.
-Chi?, chi li mangia? Marlon Brando, Elvis Presley, King Kong?
-La gente.
-La gente?
-Sì, la gente.
-Senti, me lo fai un favore?
-Certo.
-Riprenditi ‘sti chewingum.
-Non posso.
-Li tieni da parte per il prossimo obeso di passaggio, eh?
-Non posso, davvero.
-Cristo…
-Mi spiace.
-Ti spiace.
-Davvero.
-Dammi ‘sti chewingum.
-Non sono male, sono al gusto papaia.
-Papaia?
-Il frutto esotico.
-Papaia.
-È la moda di quest’anno.
-Okay, okay.
-Basta così?
-Sì, tesoro, basta così.
Pagarono e andarono al tavolo. Appeso al soffitto c’era un monitor acceso sul canale foodTV. Faceva delle domande. Se avevi la risposta giusta la scrivevi nell’apposito spazio sulla tovaglietta di carta e la consegnavi alla cassa. Vincevi una combinazione n. 2. In quel momento la domanda era: chi segnò il primo goal nella finale dei Campioni del Mondo 1996?
1.      Joffrey Hurst
2.      Bobby Charlton
3.      Helmut Haller
-Tre -, mormorò Gould.
-Non provarci nemmeno -, gli bisbigliò Shatzy, e aprì la confezione del cheeseburger. All’interno del coperchio le apparve una pecetta rosso fiammante. Sopra c’era scritto CONGRATULAZIONI!!! HAI VINTO UN ALTRO HAMBURGER! E più piccolo: porta subito questo tagliando alla cassa, riceverai un hamburger gratis e un drink a metà prezzo! C’era anche un’altra frase, scritta di sbiego, ma Shatzy non la lesse. Richiuse con calma la confezione di plastica, lasciandoci il cheeseburger dentro.
-Andiamo -, disse.
-Ma non ho ancora nemmeno iniziato.
-Iniziamo un’altra volta.
Si alzarono, lasciando tutto lì, e andarono verso la porta. Li intercettò uno vestito da clown, solo che in testa aveva il cappellino del fast food.
-Un palloncino in omaggio, signora.
-Prendi il palloncino, Gould.
Sul palloncino c’era scritto IO MANGIO HAMBURGER.
-Se lo attaccate alla porta di casa potete partecipare al concorso DOMENIBURGER.
-Attaccalo alla porta, Gould.
-Ogni domenica viene estratta una casa con il palloncino esposto e un camion provvede a scaricargli davanti alla porta 500 cheesebaconburger.
-Ricordati di liberare il vialetto davanti alla porta, Gould.
-C’è anche un congelatore da 300 litri in offerta speciale. Per conservare i cheesebaconburger.
-Si capisce.
-Se prende quello da 500 litri le regalano anche un microonde.
-Splendido.
-Se ce l’ha già può prendere un phon professionale a quattro velocità.
-Nel caso dovessi fare lo shampoo al cheesebaconburger?
-Prego?
-O farmi lo shampoo col ketchup.
-Scusi?
-Dicono che dia lucentezza ai capelli.
-Cosa, il ketchup?
-Si, non ha mai provato?
-No.
-Prova. Anche la salsa bearnese non è male.
-Sul serio?
-Toglie la forfora.
-La forfora non ce l'ho, grazie a dio.
-Ti verrà sicuramente se continui a mangiare salsa bearnese.
-Ma io non la mangio mai.
-Sì, ma ti ci lavi i capelli.
-Io?
-Certo, si vede dal phon.
-Quale phon?
-Quello che hai attaccato alla porta.
-Ma io non ce l'ho attaccato alla porta.
-Pensaci bene, ce l'hai messo quando ti è volato via il microonde a quattro velocità.
-Volato via da dove?
-Dal congelatore.
-Dal congelatore?
-Domenica, non ti ricordi?
-Scherzi?
-Ho la faccia di una che scherza?
-No.
-Risposta esatta. Lei ha vinto 500 litri di palloncini, le saranno consegnati in cheeseburger, ci vediamo, ciao.
-Non capisco.
-Non importa. ci vediamo, eh?
-Il palloncino.
-Prendi il palloncino, Gould.
-Lo vuoi rosso o blu?
-Il bambino è cieco.
-Oh, scusi.
-Non importa. Succede.
-Il palloncino lo prende lei?
-No, lo prende il bambino. È cieco, mica scemo.
-Glie lo do rosso o blu?
-Non ce l'ha color vomito?
-No.
-Strano.
-Solo rossi e blu.
-Vada per il rosso.
-Ecco.
-Prendi il palloncino rosso, Gould.
-Ecco, tieni.
-Ringrazia, Gould.
-Grazie.
-Prego.
-Abbiamo altro da dirci?
-Scusi?
-Pare di no. Arrivederci.
-In bocca al lupo per domenica!
-Crepi.
Uscirono dal fast food. C'era un'aria fredda e tersa, da inverno pulito.
-Pianeta di merda -, disse piano Shatzy.
Gould se ne stava lì, in mezzo al marciapiedi, fermo, con in mano un palloncino rosso. Sopra c'era scritto IO MANGIO HAMBURGER.
-Ho fame -, disse.




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18 febbraio 2006
Il cacciatore di aquiloni di Khaled Hosseini





Si dice che il tempo guarisca ogni ferita.
Ma, per Amir, il passato è una bestia dai lunghi artigli,
pronta a riacciuffarlo quando meno se lo aspetta.
Sono trascorsi molti anni dal giorno in cui la vita del suo amico Hassan è cambiata per sempre in un vicolo di Kabul.
Quel giorno, Amir ha commesso una colpa terribile.
Così, quando una telefonata inattesa lo raggiunge nella sua casa di San Francisco,
capisce di non avere scelta:
deve tornare a casa,
per trovare il figlio di Hassan e saldare i conti con i propri errori mai espiati.
Ma ad attenderlo, a Kabul, non ci sono solo i fantasmi della sua coscienza.
C'è una scoperta sconvolgente,
in un mondo violento e sinistro dove le donne sono invisibili,
la bellezza è fuorilegge e gli aquiloni non volano più.
Trent'anni di storia afgana
- dalla fine della monarchia all'invasione russa,
dal regime dei Talebani fino ai giorni nostri -
rivivono in questo romanzo coinvolgente e pieno d'atmosfera.

****

credo ke la trama dica tutto...e poi io nn son brava a fare recensioni...
quindi ve lo consiglio e basta!
mi raccomando leggetelo xkè merita davvero!!
a me ha fatto commuovere tantissimo!!!
molto molto emozionante!




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27 novembre 2005
un libro troppo carino ke vi consiglio!^_^

Isabel Losada
Voglio vivere cosi
Una donna alla ricerca dell'Illuminazione




"Voglio scoprire come s fa a essere felici.Ogni giorno assurdamente felici.
Avete presente quelle persone ke irradiano confortante ottimismo intorno a se,
comunque vada la loro vita?
Un bello skifo,no?
Bene,io voglio vivere cosi,voglio diventare una di loro."
Inizia in questo modo l'avventura di isabel losada,
una donna ormai consapevole del fatto ke stare al mondo è un maledetto numero di equilibristi,
ma anke piena di vitalità e curiosità.
Come si fa allora per essere felici?
Isabel si guarda intorno e,con un sorriso di sufficienza,
si accorge ke c sono scuole,corsi,laboratori,guru,professori,
professionisti pronti ad aprirle la Via dell'Illuminazione.Altro sorriso.
Eppure si chiede:perchè no?Proviamo.E cosi si butta.
Si butta a pesce passando da un seminario new age a un week end in convento,
da un corso di tai chi a uno di sesso tantrico,
da un workshop sulla reincarnazione
a un incontro ke le promette il risveglio dell'assopito"lato femminile".
Il tutto perseguendo una logica di serena convivenza fra mente,anima e corpo.
Serena convivenza?Ma quando?
La Via dell'Illuminazione diventa per Isabel una corsa ad ostacoli,una scacchiera impazzita.
Massaggi,irrigazione del colon,danze collettive,angeli e fate,astrologia a chakra...
Con uno straordinario senso dell'humor Isabel Losada ci racconta di tutte-ma proprio d tutte-
le opportunità per conquistarsi un po di pace in terra.
Lo fa seminando dubbi e rispetto,comicità e saggezza,seduzione e ironia.
Voglio vivere cosi è un libro positivo,un libro amico,un libro ke sorride sempre senza mai rinunciare alla certezza che la vita è una cosa seria.




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23 settembre 2005



ogni secondo che passa,viene estratto un bambino nuovo fiammante dalla manica della giacca della natura.
E voilà, gioco di prestigio!
Ogni secondo ci sono anche persone che scompaiono.
Una lunga fila,una sfilata fittissima,
e oplà, Cecilie s'è eclissata...
non siamo noi a venire al mondo,
ma il mondo a venire a noi.
Nascere è come ricevere un mondo intero in regalo...




[da "in uno specchio,in un enigma"di jostein gaarder]




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30 agosto 2005
due libri ke v consiglio...
qst estate ho letto diversi libri...ma2m son piaciuti in modo particolare...
il primo...

undici minuti di paulo coelho

la storia:
"Undici minuti" racconta la storia di Maria, una giovane ragazza brasiliana che, seguendo il miraggio di una vita più facile, si trasferisce da Rio de Janeiro in Europa, a Ginevra. Qui, dopo il tentativo di lavorare come modella, comincia a esercitare la prostituzione e, dagli incontri con i suoi clienti, sviluppa la sua particolare conoscenza del mondo. Gli undici minuti del titolo, il limitato arco di tempo che Maria dedica a ciascun uomo, diventano quindi lo strumento attraverso il quale la ragazza entra in contatto con l'anima degli sconosciuti che incontra. E sarà proprio uno di questi uomini, il pittore Ralf Hart, ad aprirle le porte di una nuova consapevolezza.

una citazione ke m ha lasciata senza parole...
"come hai potuto innamorarti di una prostituta?"
"Allora non l'ho capito.Ma oggi,se ci ripenso,credo di poter dire che,sapendo che il tuo corpo non sarebbe mai stato soltanto mio,mi era data la possibilità di concentrarmi sulla conquista della tua anima."
"E la gelosia?"
"Non è possibile dire alla primavera:spero che tu arrivi presto e che ti trattenga molto.Si puo solo dirle:Vieni,benedicimi con la tua speranza e resta piu tempo che puoi."
Parole al vento.Ma io avevo bisogno di udirle,e lui di pronunciarle.

bellissimo!

x quanto riguarda il secondo libro...sarà ke sono un'inguaribile romantica...ke le storie d amori adolescenti m piacciono sempre 1sacco...ke,come ha detto qualcuno,nonostante la mia età son ancora un'adolescente ...cmq sia questo è l'altro libro ke v consiglio...

ma le stelle quante sono di giulia carcasi

la storia:
Hanno diciotto anni. Ultimo anno di liceo. Si chiamano Alice e Carlo. A lei piace lui perché non posa ed è meravigliosamente imbranato. A lui piace lei perché è misteriosa e sa il fatto suo. Ma per arrivare all’amore ci vuole tempo. E bisogna imparare a crescere. Un romanzo. Due storie. La storia dal punto di vista di Alice. La storia dal punto di vista di Carlo. Un libro a due facce. A due sessi. A due voci. Per un amore solo. Di questo libro Erri De Luca ha detto: "Una storia d'amore converge da due lati opposti: la ragazza va a bersaglio."

l'incipit del libro...
una vecchia canzone diceva:
"Tu sai tutto sulla realtà del mercato e qui io ammetto d essere negato.Ma a inventare quel che non c'è io forse son piu bravo di te... tu hai i soldi,io la fortuna di trovar fiori nella spazzatura. Perche a trovare quel che non c'è io forse son piu bravo di te".
E allora lascia perdere i conti e le cifre.
Sai dire quanto amore hai dentro?Un chilo?Un litro?
Non lo sai eh?
E allora lascia perdere la matematica.
Inventa quello che non c'è.
Perchè quello che c'è è di tutti.
Ma se riesci a trovare quello che non c'è,be',allora hai qualcosa di solo tuo.E se qualcun altro vede quello che vedi tu,be',allora hai trovato qualcuno che ti vive.
Non lasciarlo fuggire.Fermalo!Vivilo!Scrivilo!
Le storie sono come le persone.
Non sono fAtte per stare sole.
Da qualcke parte nel mondo c'è qualcuno che vive una storia che si specchia nella tua.
Guardati intorno!
Quel qualcuno non è tanto lontano da te.
E' l'altra metà del libro.
Non perdere tempo a scrivere altre pagine...
Cercalo!
Il resto lo scriverete insieme.
Perchè non c'è niente di piu riuscito di due storie che s'intrecciano.

adesso ditemi...ma a voi nn fa sciogliere1incipit cosi?...e qst è solo l'inizio...



permalink | inviato da il 30/8/2005 alle 17:22 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa
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